giovedì 27 novembre 2014

espulsioni di Artini e Pinna dal movimento 5 stelle

Sulla richiesta di allontanamento dal Movimento di Artini e Pinna, il senatore 5 Stelle Vito Crimi chiarisce la situazione con questo lungo post su Facebook:
C'è una regola, semplice semplice, riportata nel codice di comportamento che tutti noi portavoce abbiamo sottoscritto al momento della candidatura: «Rendicontazione spese mensili per l'attività parlamentare (viaggi, vitto, alloggi, ecc) sul sito del M5S». Artini e Pinna stanno violando questa regola da gennaio, ad oggi nove mesi. Credo sia perfettamente legittimo che i fondatori del Movimento, a questo punto, richiedano agli iscritti ALMENO un parere circa la loro permanenza nel Movimento (non nel gruppo parlamentare).

Quando la rete si sarà espressa, il gruppo M5S alla Camera potrà assumere nei loro confronti le decisioni che riterrà più conseguenti ed opportune. Ora, condivido un pensiero già espresso più volte in precedenza. Chi sfrutta la violazione delle regole come arma per crociate personali, all'interno di un gruppo che con fatica è in cerca di un equilibrio in una tempesta di disinformazione, ritengo debba assumersi la responsabilità delle proprie azioni. Come altri colleghi portavoce, da tempo avevo invocato un intervento forte nei loro confronti. Dunque ben venga questa consultazione. Sarà la rete a decidere. Intanto, da ISCRITTO AL MOVIMENTO, ho votato sì con convinzione.


Da PORTAVOCE ho preso l'impegno di rendicontare online sul sito del Movimento, e lo rispetto ogni giorno. Da CITTADINO considero l'iniziativa un esempio concreto dell'idea di trasparenza che vorrei veder realizzata dai miei rappresentanti in Parlamento. E per la cronaca, aggiungo che Artini ha utilizzato i server del gruppo alla Camera per clonare il portale del Movimento, creando di fatto le condizioni del REATO di "phishing", che gli ha consentito di acquisire le credenziali di ciascun votante, oltre che di mettere in seria difficoltà lo stesso gruppo. Se fosse possibile votare la sua espulsione anche una seconda volta, voterei ancora sì.

mercoledì 19 novembre 2014

turpiloquio e politica

Il monito di Napolitano:"C'è bisogno di maggioresenso delle istituzioni"



"Si avverte oggi un acuto bisogno di più cultura delle istituzioni, di più senso delle istituzioni, di più attenzione all’esercizio delle funzioni dello Stato e alle condizioni in cui versano le sue strutture portanti".

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Spese pazze, “carcere o fuga”: i consiglieri scherzano sull’esito delle indagini

Spese pazze, “carcere o fuga”: i consiglieri scherzano sull’esito delle indagini
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Il primo ottobre 2012 i capigruppo dell'Emilia Romagna si incontrano per parlare dello scandalo rimborsi. Il capogruppo Pd scherza: "Profumo di Passera vuole tagliare le Regioni non virtuose". E poi: "Monti? Scappo a Cuba e piscio sopra la foto"

“Non è ancora arrivato? E’ in carcere a guardare qual è la cella buona per lui“. Fuori i giornalisti aspettano i politici per una dichiarazione sull’inchiesta spese pazze, e dentro a porte chiuse i politici scherzano come se fossero in un bar. Ci sono le battute sull’allora ministro Corrado Passera: “Profumo di Passera ha detto che taglia i soldi alle Regioni non virtuose” e quelle sull’ex premier Mario Monti: “Scappo a Cuba e piscio sopra la sua foto“. Ci sono le discussioni sul posto dove dormire in carcere: “Magari mi trovo il troione brasiliano. Ci sono anche la Mambro e la Franzoni”. Ci sono l’amarezza e la preoccupazione, ma anche le provocazioni di una casta che quando si spengono i riflettori si lascia andare ai commenti. E il filo conduttore è soprattutto uno: che fine faremo? Da qui le battute, sulla vita in carcere come sull’ipotesi – scherzosa, si presume – di fuga. Nelle 200 pagine sulle conversazioni dei capigruppi finite agli atti dell’inchiesta c’è anche una parte in cui i consiglieri non parlano propriamente di interventi politici, ma in attesa che arrivino tutti i colleghi per iniziare la riunione si lasciano andare alle battute.

E’ il primo ottobre 2012, da pochi giorni i consiglieri sanno dell’inchiesta della Procura di Bologna sui rimborsi spese. E si trovano per cercare una soluzione. In attesa di dare il via all’incontro, i politici scherzano sulla situazione e si provocano. La conversazione è stata registrata di nascosto dall’ex consigliere M5s Andrea Defranceschi ed è finita agli atti dell’inchiesta. Si tratta di una seconda riunione, dopo quella del 26 settembre, che dovrebbe servire per trovare un accordo su un testo da portare nell’aula del consiglio regionale per una nuova legge sui rimborsi. Alla riunione partecipano Defranceschi, Marco Monari capogruppo del Partito democratico, Roberto Sconciaforni della Federazione della Sinistra, Liana Barbati dell’Italia dei valori, Gian Guido Naldi capogruppo di Sinistra ecologia e libertà, il capogruppo ora deceduto della Lega Nord, Luigi Giuseppe Villani del Pdl. L’atmosfera è rilassata. Tra i bersagli ci sono anche l’allora presidente del Consiglio Mario Monti e l’ex ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera. Il primo sarà autore pochi giorni dopo di un decreto per tagliare le spese delle Regioni (tra cui i vitalizi). L’altro invece ha minacciato in pubblico di commissariare gli enti non virtuosi. Ancora una volta il protagonista è il capogruppo Pd Marco Monari. Dopo la rivelazione del contenuto delle registrazioni, oltre ad autosospendersi dal partito, ha chiesto scusa ai giornalisti.
Le battute sul carcere: “Stanno guardando quali sono le celle buone”
Il dialogo, che ilfattoquotidiano.it ha potuto leggere, comincia tra le battute. I consiglieri stanno aspettando gli assenti per dare il via alla riunione e scherzano sul fatto che qualcuno di loro possa finire in carcere per l’inchiesta. E’ il capogruppo Pd Marco Monari a parlare, forse riferendosi a qualche suo collega e immaginandolo in galera: “….è alla Dozza (il penitenziario di Bologna, ndr) sta guardando qual è la cella buona per… si mette con due tunisini…  risate …con un cazzo in mano …(parole incomprensibili)…”.
Ma di carcere si scherza anche in un altro punto della conversazione. Monari dice: “Ha fatto il giro delle celle!” Defranceschi poi aggiunge: “Ha detto questo è per Monari”. Poi Monari: “Monari è scocciatore”. Dopo alcune frasi interviene la capogruppo Idv, Liana Barbati: “…potrebbe capitarvi qualche avventura pericolosa, a me al massimo mi trovo con il troione brasiliano e magari mi diverto pure”. Poi uno dei presenti fa riferimento a Francesca Mambro, la donna condannata assieme a Valerio Fioravanti per la strage del 2 agosto: “C’è anche la Mambro in giro!”. E Monari ribatte facendo riferimento ad Anna Maria Franzoni che sta scontando la condanna a 16 anni per l’omicidio del figlio Samuele: “C’è la Franzoni eh, occhio… Se la Franzoni ti dice, che bella bambina”.
“Potrebbe essere il tuo ultimo rimborso, puoi fare quel cazzo che vuoi”
Il capogruppo Pd poi scherza su una sua fuga in aereo dall’Italia verso Cuba: “Potrebbe essere il tuo ultimo rimborso, puoi fare quel cazzo che vuoi”, gli dice Defranceschi. “No, non chiedo mica il rimborso… non mi faccio più vedere però”, ribatte Monari. “Ma c’è l’estradizione a Cuba? Hai studiato?”, chiede ancora l’allora capogruppo M5s. “Da Cuba no”. “E ti dichiari giustamente comunista perseguitato… Ti salvano”, interviene Naldi. “Ce l’avrai da qualche parte, vecchio comunista, la maglietta con la foto di Fidel”, gli chiede scherzosamente Liana Barbati. “Tatuata nel cuore”, scherza Monari (che viene dalla Margherita e non è mai stato comunista). “Appena arrivo all’aeroporto però piscio sulla foto di Monti”, conclude il capogruppo Pd. E poi riferendosi all’allora ministro del governo di Mario Monti, Corrado Passera, è di nuovo Monari a fare le sue battute: “Ho visto che Profumo di Passera dice commissariare le Regioni non  virtuose”. E a chi gli chiede chi stabilisce la virtù delle regioni, Monari risponde: “Lui!”.
“Appena arrivo a Cuba piscio sulla foto di Monti”
Il politico del Partito democratico a inizio riunione torna a parlare ancora dei giornalisti che da alcuni giorni sono fissi nel palazzo della Regione per chiedere commenti sull’inchiesta e aspettare sviluppi. “Oh comunque c’è un livello di accanimento veramente bestiale. Io stamattina sono arrivato giù alle sette e mezza e c’era Velonà (cronista del Corriere di Bologna, ndr), perché io lo riconosco, con un altro che non so chi sia… due tre fotografi”. Gian Guido Naldi, capogruppo di Sel, spiega che probabilmente tutti aspettano l’arrivo della Guardia di finanza, che in quei giorni fa spesso visita ai palazzi di viale Aldo Moro. “…aspettano la finanza – gli fa eco Monari – e quando arrivi lì hai chiuso eh! Cioè è già fatta. C’è già un giudizio politico sulla vicenda”.
“Report, con quella troia della Gabanelli”
Ma il parere sui giornalisti torna, da parte di Monari, mentre si discute del più e del meno con i colleghi. Il tono è scherzoso: “Io cercavo di guardare la Domenica sportiva, ma mia moglie diceva: ‘No guardiamo’…”, racconta l’allora capogruppo Pd non sapendo di essere registrato. A questo punto si sente la voce di Defranceschi: “Come, invece di guardare Report?”. E Monari gli risponde: “Report, con quella troia della Gabanelli! Appena la vedo mi viene l’orchite. No io volevo vedere Gilardino, ma mica me l’hanno fatto vedere”.
“La Procura ci guarda”
Durante la riunione del 1 ottobre, più breve di quella del 26 settembre, si parla di come il testo arriverà e andrà discusso in aula. Obiettivo è quello di trovare una via d’uscita che possa permettere di risollevare il clima e superare lo scandalo delle spese pazze in Regione. Monari dice ai colleghi: “Secondo me , visto che c’è la procura della Repubblica che guarda l’aula, sarebbe opportuno evitare di fare i cretini anche in aula. Però se vogliamo dare spettacolo…”.
“Il caffé? Se lo paghiamo con i nostri soldi meglio diminuire il costo”
Ed è a questo punto, tra le parti della conversazione registrata che ilfatto.it ha potuto leggere, che comincia una discussione sulle singole spese. E proprio il consigliere Pd, parlando delle buvette della Regione, commentando con i colleghi un articolo di giornale che parlava in quei giorni dei rimborsi usati anche per il caffé dei consiglieri commenta: “Se lo paghiamo con i nostri soldi conviene diminuire (il costo)…”

Trasmigrazione delle anime e violenza carnale

Ecco la prova che tutti aspettavano da migliaia di anni

La trasmigrazione delle anime è finalmente dimostrata: alcune mantidi religiose (o vedove nere), si sono reincarnate in un paio di leoni marini che hanno prima copulato con dei pinguini le cui anime, ovviamente saranno state compatibili, e dopo li hanno mangiati.
 Se non è una prova questa...

Ah, dimenticavo: i testimoni dicono che il rapporto non era consenziente.

articolo tratto da Repubblica.it 19 novembre 2014

Antartide, il caso dei pinguini violentati dai leoni marini

Gli scienziati dell'Università di Pretoria in Sud Africa hanno osservato i mammiferi nel tentativo di accoppiarsi con gli uccelli su un'isola sperduta del sud antartico
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IL PRIMO caso era stato segnalato nel 2006 in una sperduta isola, la Marion Island, del sub Antartico: gli scienziati avevano osservato un leone marino che tentava di fare sesso con un pinguino. A quanto pare, quello non era un caso isolato. Alcuni ricercatori impegnati nel monitoraggio della fauna di alcune isole sub antartiche, infatti, hanno sorpreso più di un leone marino impegnato in un atto sessuale con un pinguino. Lo studio è stato pubblicato sul Journal of Pola Biology: "Sinceramente non mi sarei mai aspettato di assistere nuovamente a un episodio come quello del 2006", ha rivelato Nico de Bruyn del Mammal Research Institute dell'Università di Pretoria, Sud Africa.

Gli scienziati, guidati dal William A. Haddad e Nico de Bruyn, hanno assistito alla violenza sessuale perpetrata da giovani leoni marini su pinguini di sesso non identificato. Due episodi si sono verificati a Goodhope Bay e uno a Funk Beach: "La situazione ci ha spinti a prendere nota di quello che accadeva". E a filmare l'accaduto.

Per ogni violenza i leoni marini hanno seguito lo stesso schema: hanno cacciato, catturato e violentato il piccolo animale. In tre dei casi il predatore ha lasciato andare la vittima, in un caso l'ha uccisa e mangiata dopo essersi accoppiato con lei. È la prima volta che un pinnipede si accoppia con un animale di diversa classe biologica, in questo caso un uccello. Gli scienziati non sono ancora riusciti a dare una risposta al comportamento dei leoni marini ma credono che questo possa diventare un'abitudine sull'isola: "I leoni marini hanno la capacità di imparare, lo sappiamo dal loro modo di procurarsi il cibo, per esempio", ha spiegato de Bruyn. "Forse queste azioni sono causati dalla frustrazione sessuale dovuta ai picchi ormonali degli animali durante la stagione della riproduzione. Ma è ancora difficile dare una spiegazione".

martedì 16 settembre 2014

Riccardo Arrighini


Riccardo Arrighini è un pianista d'eccezione. contamina il suo jazz di pop e new wave e a me piace un casino. punto e basta.

giovedì 5 giugno 2014

percentuali venete



le percentuali non sono tutte uguali. 8,3%=100%

riporto qui un articolo messo in rete sul Blog Tafanus  il 18 agosto 2008

qui il link:

   http://iltafano.typepad.com/il_tafano/2008/08/serenissima-sig.html

e qui lo spassoso contenuto:

18 agosto 2008

Serenissima Signoria Veneta di Giancarlo Galan: le regalie del Principe

La Sanità premia: tutti anche chi non centra l’obiettivo. Un piccolo regalo da 960.000 euro, da dividere fra 24 Direttori di Asl. A prescindere.
(Giuseppe Caporale - Repubblica)Galan_serenissimo
I direttori generali delle aziende sanitarie venete sono tutti molto bravi. Tutti e ventiquattro, indistintamente. Talmente produttivi, secondo la Regione, da meritare un cospicuo premio, sotto Ferragosto. Ovvero 40 mila euro ciascuno. E questa iniziativa, di euro, alle casse pubbliche, ne costerà 960 mila. E poco importa se, come scritto nella delibera approvata pochi giorni fa, "...i manager non hanno centrato completamente gli obiettivi stabiliti..." La giunta, guidata da Giancarlo Galan, ha deciso di premiarli comunque.
Recita il documento: «In considerazione del sostanziale, anche se non completo, raggiungimento degli obiettivi assegnati ai direttori generali, si propone di riconoscere per l’anno 2006 e per l’anno 2007 un’integrazione del trattamento economico dei direttori generali, per ciascuno anno». Un premio, che andrà a sommarsi ai 154 mila euro che ogni manager percepisce come compenso annuo. Il provvedimento ha provocato una polemica nella Lega Nord. Infatti, è leghista l’assessore alla Sanità Sandro Sandri che ha presentato il provvedimento; e leghista è anche il consigliere regionale Daniele Stival che ha criticato il “regalo di Ferragosto”. «I manager non sono certo da premiare — sostiene Stival — il loro lavoro ad oggi è scadente. La sanità veneta peggiora giorno dopo giorno. In questi anni c’è stata una gestione politica dei primari dei reparti ospedalieri, con medici esautorati del loro ruolo. Le colpe però non sono certo del nostro assessore, appena nominato, ma di alcune scelte di Galan».
Nella delibera sono citati gli undici obiettivi che i 24 manager avrebbero “sostanzialmente” raggiunto: “Definizione dei patti aziendali, istituzione di almeno due Utap (unità territoriali di assistenza) per Asl [...]
Brunettarenato Fermiamoci qui: i 24 sedicenti managers, che avrebbero dovuto costituire in totale 48 Utap, ne hanno costituito ben 4 (quattro) in totale; hanno "sostanzialmente" rispettato l'obiettivo all'8,3% ( o, se preferite, lo hanno mancato per il 91,7%). Scusate la pignoleria, ma non vorrei che il nostro amico sergino, di fronte alla complessità di questo conteggio, dovesse avere un esaurimento nervoso...
Qualcuno mi ha scritto per chiedere: "... ma Brunetta non ha niente da dire?..." Volendo, potrebbe dire qualcosa, ma cane non morde cane. Entrambi post-craxiani, entrambi berlusconiani della prima ora, entrambi ex dipendenti del Cavaliere (Galan dipendente di Pubblitalia, Brunetta del "Giornale")... Se volete trovare esempi di severità ed efficientismo brunettiano, meglio orientare le ricerche fra uscieri, fattorini e centralinisti part-time. E' da li che bisogna iniziare, non dai managers veneti che hanno "sostanzialmente" rispettato gli obiettivi concordati, e che hanno quindi sostanzialmente avuto un premio di 40.000 euro a testa. Quanto tre anni di stipendio di un fattorino. Sostanzialmente.

mercoledì 28 maggio 2014

l’ebbrezza di avere ragione in minoranza

WE ALL TOGHETER LOVE MARCO TRAVAGLIO

tratto da Il fatto quotidiano 29.05.2014

"Ringrazio i commentatori che hanno letto le mie analisi sul voto e le hanno capite. Ma ringrazio soprattutto quelli che non le hanno lette o non le hanno capite (sono abituati a pontificare sulla presunta “linea” del Fatto quotidiano senza mai aprirlo: informarsi e tenere collegato il cervello costa fatica). E dunque mi scagliano addosso quella che ritengono un’accusa infamante: e cioè di essere da sempre all’opposizione, sempre in minoranza, mai schierato con i partiti di potere e con i governi di turno, mai sul carro dei vincitori (che peraltro hanno portato l’Italia in queste meravigliose condizioni), il che secondo loro farebbe di me un menagramo perché le mie idee “non vincono le elezioni”.
Questi poveretti non sanno quant’è bello e nobile ed eccitante combattere battaglie giuste, dunque generalmente di minoranza, nel Paese governato per 20 anni da Mussolini, per 40 dalla Dc, per 20 da Berlusconi e dai suoi cloni del centrosinistra, e ultimamente da un paio di palloni gonfiati molto passeggeri. Non conoscono l’ebbrezza di avere ragione in minoranza anziché avere torto in maggioranza. Ignorano che questa è la differenza fondamentale fra un politico, che deve misurarsi con il consenso popolare, e un giornalista, che deve misurarsi soltanto con i fatti e con le proprie idee conseguenti. Non sanno che un giornalista o sta all’opposizione di chiunque stia al potere, oppure semplicemente non è un giornalista: è qualcos’altro. Convinti di insultarmi a sangue, a loro insaputa mi fanno il più grande complimento che abbia mai ricevuto.
Grazie ancora di cuore, e mi raccomando: continuate così."

lunedì 26 maggio 2014

elezioni europee 2014


pagherete caro
pagherete tutto

sempre che non scappiate in Libano

                         canaglie